Vai ai contenuti

Menu principale:

Anita e la setta dei padroni del tempo

editore mannarino new
Pubblicato da in narrativa ·
Tags: AnitaelasettadeipadronideltempoVittoriaTomasifantasystoriaanitagaribaldi


Brasile, 1964. Anita, una ragazza che vive in un villaggio della foresta amazzonica, è tormentata da un sogno ricorrente: navigare in mezzo ad un paesaggio grigio e cupo accompagnata da un uomo di cui riconosce solo una folta barba e la camicia, rosso sangue. Per soddisfare la sua curiosità si reca, a insaputa della nonna, da Shamuna, la vecchia veg-gente del villaggio, che le dà appuntamento per la mattina seguente. All’alba però, la ragazza troverà la postazione della veggente vuota: di quella vecchia non c’è più traccia in tutto il villaggio. Da quel momento in poi, inizieranno per Anita una serie di avvenimenti concatenati che la porteranno a viaggiare migliaia di chilometri per scoprire il proprio de-stino e il significato di quel sogno. La partenza improvvisa della nonna e il ritrovamento di un portagioie segreto, la condurranno in un percorso fatto di mille avventure e pericoli: l’incontro con l’uomo dalla gamba di legno, lo scontro con Polak e la sua ciurma e l’attraversata dell’oceano Atlantico faranno scoprire ad Anita nuove verità sulla sua famiglia e sulla storia finora conosciuta. Riuscirà la ragazza a portare a termine la missione per cui è stata “prescelta” da generazioni? Sarà davvero lei a riportare al mondo “la luce” dopo la fitta nebbia di bugie in cui è stato avvolto per secoli? Ce la farà, con l’aiuto dei suoi compagni di viaggio, a terminare l’opera di distruzione di un’antica e potente setta iniziata un secolo fa? Si prepara per la giovane protagonista uno scontro con uno dei colossi più forti e temibili di tutta Venezia: la Setta dei Padroni del Tempo.  


RECENSIONE ANITA E LA SETTA DEI PADRONI DEL TEMPO

Noi italiani siamo un po’ tutti scrittori e poeti. Un tempo eravamo anche santi e navigatori.
Oggi di santo è rimasto ben poco, mentre di navigatori ce ne sono sempre di più, via internet.
Parliamo e scriviamo tanto, troppo. E leggiamo sempre meno.
Forse aveva ragione Borges, immaginino intellettuale e mistico della lettura, quando sosteneva che l’uomo è quello che legge e non ciò che scrive.
Vittoria Tomasi, parla e scrive il giusto, l’essenziale. Legge molto e ascolta.
Ha la passione della scrittura e per questo, ancor giovanissima, ha deciso di fare la giornalista.
Le sue note, puntuali e prive di fronzoli, potete leggerle quasi ogni giorno, sul Resto del Carlino.
Giornalista e adesso anche scrittrice.
Io ho avuto il privilegio di leggere per primo questo suo racconto, che lei ha tenuto chiuso nel cassetto per un po’ di tempo. Finalmente, dopo aver tanto insistito, ha ceduto.
Il titolo fa pensare subito al mondo magico della stregoneria. E invece è un viaggio in cui magia, avventura, epopea, intrigo e mistero si fondono e si confondono.
Vittoria sa districarsi bene nell’intreccio narrativo, evitando di trasformarlo in qualcosa di ridondante. Anche i dialoghi tra i protagonisti sono brevi e precisi.
Insomma, si legge tutto d’un fiato. Vittoria ha superato a pieni voti il suo primo test da scrittrice.
So che non si fermerà qui e che saprà trasformare il suo giornalese in stile letterario, narrativo e ci riuscirà eccome.
Sarà per lei come schiacciare la palla nel campo avversario e guadagnare il punto-partita. Lei è anche una innamorata della pallavolo.
Tornando al libro, i tre ingredienti che lo sostengono sono la fantasia, l’avventura e il sogno.
A ben guardare non è poco, perché rappresentano il sale e l’essenza della letteratura.
Le peripezie e le avventure della giovane Anita, che un giorno incontrerà un principe, anzi un generale davvero speciale, a nome Giuseppe Garibaldi, avvincono il lettore, che si troverà come in un labirinto. Per uscirne è semplice: bisogna continuare a leggere fino in fondo, seguendo una sorta di filo di Arianna.
A un certo punto il sogno diventa realtà o, se volete, la realtà diventa sogno.

Un racconto magico, fantastico e intrigante, così come è magica, fantasiosa, dolce e carina l’autrice.
Un racconto che tutti leggerete, magari la sera, prima di consegnarvi tra le braccia di Morfeo e sognare.

Luciano Boccaccini





Aforismi e poche parole di Giuseppe Cicero

editore mannarino new
Pubblicato da in narrativa ·
Tags: AforismiepocheparoleGiuseppeCicero

Poeti di mandorla amara di Maria Antonietta d'Onofrio

editore mannarino new
Pubblicato da in romanzi ·
Tags: PoetidimandorlaamaradiMariaAntoniettad'Onofrio
Maria Antonietta D'Onofrio, nata nel 1957, vive e lavora come medico di famiglia a Pisticci( Mt) Autrice di poesie, racconti e romanzi, considera la lettura e la scrittura forze trainanti di salvezza e di crescita individuale e sociale. Ha pubblicato due opere di narrativa: "Ora aspetto la vita che mi cerchi" Arduino Sacco Editore (2008) e "Il silenzio che racconta la vita e il rosmarino" Edizioni Progetto Cultura (2010), entrambe premiate in numerosi concorsi letterari. I suoi scritti sono stati spesso spunto per dibattiti e conferenze in molte scuole e presso associazioni impegnate nella lotta contro ogni forma di violenza e per l’affermazione dei diritti umani. “Poeti di mandorla amara” è il suo terzo romanzo. Terzo solo per cronologia, come ama affermare l’autrice, perché ogni nuovo romanzo è un esordio, un insieme di parole che aspettano di essere liberate dalle pagine per arrivare agli occhi di chi liberamente vorrà leggerle e, attraverso gli occhi, portarsele nel cuore. In questo tempo piccolo e frettoloso nel quale tutto si consuma all’istante, le parole dei libri sono impressioni che restano. I protagonisti sono due ragazzi, Filomena e Angelo, alle prese con la propria visione del mondo, frutto di elevata sensibilità e consapevolezza della propria diversità. I due ragazzi, liceali negli anni ’70, si conoscono tra i banchi di scuola, e diventano amici condividendo parole e sogni. Lui desidera diventare uno scrittore, lei un medico. Si ritroveranno nella musica, nei colori della natura e negli scritti dei poeti, nei valori della vita che difendono l’identità di ciascun essere umano. Solitudine e dolore sono, infatti, i sentimenti che delineano le personalità dei protagonisti del romanzo, uniti dai sogni che uniscono per un breve tempo le loro vite. Il libro di Maria Antonietta D'Onofrio “ è una carezza a chi è vittima d’incomprensione, a chi cade nella rete della derisione, a chi è ostaggio del formalismo, a chi è prigioniero del pregiudizio, è un inno alla libertà del pensiero, un canto al diritto della diversità, un grido alla voglia di sognare”. Leggerlo è un’opportunità capace di soddisfare bisogni ancora non emersi, a vincere paure non decantate, a spogliarsi,anzi, di remore, fino a fare diventare due diversi, due eguali, fusi in una sola anima.

La Fine di un Sogno Storia di un Italiano di Mario Aloe

editore mannarino new
Pubblicato da in romanzi ·
Tags: LaFinediunSognoStoriadiunItalianodiMarioAloe
“Cosa potevano fare quegli uomini alla fine di un’epoca quando sembrava che la tirannia fosse ritornata a prendere possesso delle terre italiche? Andarono Gioacchino, mio padre e poche decine di altri coraggiosi con la speranza di sollevare le Calabrie, di risalirle alla testa di un esercito di italiani. Finalmente si sentivano liberi, liberi di rischiare e di morire.” Nel racconto consapevole e struggente di un patriota meridionale si dipana la storia di un giovane calabrese: uno di quei giovani abitanti del regno delle Due Sicilie che scelse di stare dalla parte della ragione Dentro le mura di Roma, assediata dai francesi nel 1849, le esistenze giungono a conclusione e le strade della storia s’incontrano in un affresco che descrive insieme alle vite individuali il cammino faticoso che l’idea d’Italia ha dovuto compiere per diventare Nazione “Cosa potevano fare quegli uomini alla fine di un’epoca quando sembrava che la tirannia fosse ritornata a prendere possesso delle terre italiche? Andarono Gioacchino, mio padre e poche decine di altri coraggiosi con la speranza di sollevare le Calabrie, di risalirle alla testa di un esercito di italiani. Finalmente si sentivano liberi, liberi di rischiare e di morire.” Nel racconto consapevole e struggente di un patriota meridionale si dipana la storia di un giovane calabrese: uno di quei giovani abitanti del regno delle Due Sicilie che scelse di stare dalla parte della ragione Dentro le mura di Roma, assediata dai francesi nel 1849, le esistenze giungono a conclusione e le strade della storia s’incontrano in un affresco che descrive insieme alle vite individuali il cammino faticoso che l’idea d’Italia ha dovuto compiere per diventare Nazione “Cosa potevano fare quegli uomini alla fine di un’epoca quando sembrava che la tirannia fosse ritornata a prendere possesso delle terre italiche? Andarono Gioacchino, mio padre e poche decine di altri coraggiosi con la speranza di sollevare le Calabrie, di risalirle alla testa di un esercito di italiani. Finalmente si sentivano liberi, liberi di rischiare e di morire.” Nel racconto consapevole e struggente di un patriota meridionale si dipana la storia di un giovane calabrese: uno di quei giovani abitanti del regno delle Due Sicilie che scelse di stare dalla parte della ragione Dentro le mura di Roma, assediata dai francesi nel 1849, le esistenze giungono a conclusione e le strade della storia s’incontrano in un affresco che descrive insieme alle vite individuali il cammino faticoso che l’idea d’Italia ha dovuto compiere per diventare Nazione

Il solco nella pietra

editore mannarino new
Pubblicato da in romanzi ·
Tags: ilsolconellapietra
"Il solco nella pietra" è un romanzo mitologico-fantasy caratterizzato da uno stile fluido e da un lessico estremamente curato, nonché da una trama avvincente, percorsa da colpi di scena che mantengono vivo l'interesse del lettore. Il divino e l'umano s'inseguono in una corsa rocambolesca che vede l'uno sconfinare nell'altro, intrecciare un legame inestricabile che apre inconsueti spiragli sulla definizione di sacro. Il senso di mistero che pervade l'opera spalanca nuovi scenari sul rapporto individuo-assoluto e introduce una nuova chiave d'interpretazione riguardo i Templari e il loro famigerato tesoro. L'intero romanzo offre interessanti spunti di riflessione su concetti molto spesso abusati e raramente considerati nella loro specificità, quali mito e leggenda. Che senso può avere il mito per un popolo che vive in simbiosi col principio che lo anima? E ancora, bisogna spogliarsi di se stessi e abbracciare una dimensione più grande per risuonare altrove leggenda. Perché, al di là di ogni definizione, leggenda è colui che è andato lontano e ha perso ogni patria

La Rosa D'ajello

editore mannarino new
Pubblicato da in romanzi ·
Tags: LaRosad'AjellodiSergioRuggiero
Nel 1268 gli angioini entrarono in Ajello. L'anno appresso assediarono Amantea, e dopo averla conquistata in seguito ad un estenuante assedio, commisero spaventontose atrocità. In un tempo lontano, ottembrato dalla violenza e dall'orrore, una storia di eroismo, di saggezza, di magia e d'amore senza fine.

Nel segno del cuore

editore mannarino new
Pubblicato da in romanzi ·
Tags: sergioruggieronelsegnodelcuore
Torna ai contenuti | Torna al menu